Gli artisti Manuela Galati, Michelino Iorizzo, Hyun Sook Lee, Federica Martellini, Alessandro Marziano,
Mauro Molle, Davide Querin, incontrano il pubblico nella galleria d’arte contemporanea InQuadro.
Inaugurazione sabato 5 giugno 2010: dalle ore 11 alle ore 20 - saranno presenti gli artisti
Durata mostra: fino sabato 19 giugno 2010
Indirizzo: Roma - Via Alberto ASCARI, 255 (a 50 mt dal Centro Comm.le I GRANAI)
Mostra collettiva "finissage" dal 5 al 19 giugno 2010 Dal 5 al 19 giugno, presso la galleria d'arte InQuadro di Roma, saranno esposte tutte le opere realizzate durante le performances
degli artisti che hanno dato vita all'iniziativa Y E S young exhibition saturday, che, da novembre 2009 a maggio 2010, ha animato tutti i primi sabato
del mese della galleria d'arte InQuadro di Roma. La mostra collettiva di chiusura sara' l'occasione per incontrare nuovamente i giovani artisti che
collaborano con la galleria d'arte, artisti che avranno l'opportunita' di esporre vicino all'opera realizzata durante l'incontro del sabato, gli ultimi
lavori da loro realizzati. InQuadro ringrazia tutti gli artisti ed il pubblico che avrà il piacere di partecipare all’iniziativa, a partire
da sabato 5 giugno, fino a sabato 19 giugno 2010 ...sarà bello incontrarci!
Hyun Sook LEE 8 maggio 2010
Hyun Sook Lee LA GENESI
Mauro MOLLE 10 aprile 2010
Mauro Molle nasce a Roma nel 1977. "Molle è un giovane artista la cui sensibilità frequenta i percorsi mentali
della sua generazione. Ma il suo intuito lo colloca oltre il puro atto di registrazione dei fenomeni e dei loro effetti, quindi oltre quel
limite che gran parte dell’attuale arte subisce. Molle quindi vive un processo di elaborazione dei dati della realtà, ma lo fa dal dentro della
sua naturale appartenenza anagrafica ed emotiva ad una giovane generazione senza memoria. Ed è proprio in questo contesto, che l’insorgere
inquieto di una sorta di inconsapevole memoria in Molle, rende così autentica la sua ricerca, tra sperimentazioni visive spesso obsolete, perché
non mosse da necessità interiori. Così anche quelle che nella pittura di Molle, potrebbero sembrare citazioni, in realtà sono rincontri, dopo
l’azzeramento che le giovani generazioni vivono. L’elemento interessante della pittura di Molle è appunto l’essere collocato per via
generazionale, entro i processi lineari del pensiero, oggi diffusi, e nel contempo usare le stesse modalità che tale condizione offre, per
superare quel processo abbecedario della mente, che proprio la linearità del tempo porta coerentemente con sé. Nella pellicola del racconto
visivo della sua generazione, Molle è un fotogramma irrequieto, che dall’interno cerca di sottrarsi allo svolgersi coerentemente lineare della
pellicola. Le piccole nevrosi, gli aciduli isterismi del desiderio inappagato, i piccoli sogni paradossali, i lapsus, le piccole défaillances
della gioia, stimolano in Molle l’invenzione di accadimenti sintattici, di invisibili linee energetiche, che disegnano geometrie che impediscono
il flusso coerente del tempo della narrazione, lo sospendono e lo ricreano, questa volta attorno alla follia dei piccoli gridi nel quotidiano
malato".
Le “visioni ristrette” di Federica Martellini Federica vive e lavora in Val d’Orcia. Dal 2004 questo
territorio è Patrimonio dell’Umanità Unesco in quanto paesaggio naturale ridisegnato straordinariamente in epoca Rinascimentale per
rispecchiare gli ideali del Buon Governo e per creare una visione esteticamente apprezzabile. Così le immagini della Val d'Orcia e
particolarmente le riproduzioni dei suoi paesaggi - con la sua gente che vive in armonia con la Natura - sono diventate icone del
Rinascimento ed hanno profondamente influenzato il modo di concepire il paesaggio stesso. Poteva ciò essere trascurato da Federica nella
sua ricerca pittorica? Certamente no. E, tuttavia, le prime rappresentazioni figurative del paesaggio hanno via via lasciato il posto a
modalità altre di rapportarsi al proprio genius loci. All’approccio descrittivo del paesaggio, sviluppato ad ampio spettro si è da ultimo
avvicendata una diversa metodica, forse mutuata dalle parallele ricerche in campo fotografico, una metodica che già Leopardi aveva inteso
delle “visioni ristrette”. Si devono a Leon Battista Alberti le prime ricerche sistematiche - non solo sulla prospettiva, com’è noto -
sull’effetto ottico e quindi mentale di una diversa visione dell’ambiente circostante. Alberti le chiama “dimostrazioni”, già nel suo De
pictura, dove pure parla di “miracoli”, nel senso di un qualcosa che crea effetti incredibili, stranianti. Nel De pictura l’Alberti dice in
sostanza che nulla di dipinto sembrerà come le cose vere, dove non c’è distanza a vederle. Così saranno delle “dimostrazioni”, delle piccole
immagini - quanto le miniature di un manoscritto - inserite in una scatola di piccole dimensioni con un oculare per guardare dal lato opposto
e da permettere così di vedere gli oggetti esattamente dalla distanza necessaria per creare l’illusione delle tre dimensioni. Sul piacere
estetico di una “visione ristretta” Federica costruisce la sua attuale ricerca artistica. C’è il paesaggio in tutte le sue variazioni
cromatiche, ma soprattutto c’è l’immaginazione del paesaggio, quella parte di esso che non figura, ma che viene evocato e colto emozionalmente.
Qui avviene l’incontro tra la percezione fisica e l’immagine mentale, una vera e propria “strategia della percezione”, una focalizzazione del
cono visivo, che si tratti di un anfratto boschivo, di una radura, di uno spicchio di terra a cielo aperto. La pratica pittorica di Federica
può anche essere più prosaicamente considerata un ri-taglio ex post, come espediente non lesivo, ma innovativo, creativo. Un’operazione di
sfrondamento, un’urgenza di “leggerezza” insita certamente nell’arte contemporanea, quella “sottrazione di peso” che Calvino suggerisce nelle
sue Lezioni americane: ora rivolta alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto cercando di togliere peso alla
struttura del racconto e al linguaggio. Così Federica disegna prima un tutto precario, risultando da subito esorbitante, procede poi con un
figurativo di comodo, poi le cesure, i “restringimenti”, le messe a fuoco fotografiche, forbice alla mano: il taglio creativo, perché
innovativo appunto, il sentire il momento esatto dello stop, da condividere come sublimazione del reale. Non è questa la “finestrella”
leopardiana da cui accedere forse al Sublime? Mi ricorda il processo artistico inverso seguito qualche anno fa da Michelangelo Antonioni,
in un’insolita exhibition nella natia Ferrara: i particolari di sue miniature di “montagne incantate”, sviluppate fotograficamente a mo’ di
grande dipinto. Il risultato di Federica ha prima un effetto straniante, poi evoca in noi suggestioni ancestrali, struggimenti emozionali,
dolci carezze dell’anima, appena ci si abbandona a quelle suggestioni del paesaggio a noi lontanamente e inspiegabilmente care, melanconie di
un tempo andato. I bruni “chiusi” degli anfratti terrosi, i verdi delle diverse modulazioni del muschio, gli ocra vibranti di un tepore
mattutino. Talvolta gli inserti del paesaggio sembrano cuciti tra loro, se ne intravede il filo deciso in un doppio o triplo passaggio. Perché
tutto va comunque tenuto insieme in un equilibrio sempre precario. Talvolta il segno di confine tra le fette di paesaggio riecheggia le umane silhouettes di un Egon Schiele. Anche il segno a matita ritorto e lungo, ripetuto, ne attesta l’omaggio al Maestro austriaco. Anche Schiele ha
dedicato parte della sua ricerca artistica giovanile al paesaggio, comunque connotandolo subito di elementi simbolici. E Federica stessa, nei
suoi paesaggi chiusi, evoca simbolicamente figure erranti e silenti, in cerca di cosa non è dato ancora sapere.
Massimo Maselli
Michelino IORIZZO 6 febbraio 2010
Michelino Iorizzo, nasce nel 1971 a Roma, città in cui vive e lavora. Nel 1993 si laurea all’Accademia di
Belle Arti di Roma con il professore Sandro Trotti. Attivo sia come pittore che come ceramista e scultore, nel 1990 partecipa alla Biennale di
Grafica in Grecia. In seguito cura diverse mostre sia collettive che in particolar modo personali, in Italia e all’estero: Tivoli,
Grottammare, Monza, Grosseto, Cortona, Portorotondo, Roma, Corea, Cina e Australia. Si mette in luce in diversi premi di pittura, tra questi
“Pandosia – città di Marano”, “Rocchi”, “Manciano”, “Grottammare”, “Cupra Marittima”. Profondo conoscitore della pittura antica ed in
particolare di quella del Seicento e Settecento, dipinge le sue opere uniche ricche di disperante liricità. Le sue forme nitide, nascono dallo
studio approfondito del passato, arricchendosi poi dei tratti della contemporaneità, geometrici e controllati.
"Una mano che cerca
l’eroico in mezzo al magma dei colori, una mano che trova il quotidiano più umile e sommesso. Le due mani a volte si ignorano a vicenda: una
porta il trionfalismo, l’altra alla muta e profonda meditazione. Io preferisco la seconda, ma capisco che la prima sappia sedurre e parli al
piacere di una storia riscoperta attraverso le fate morgane della memoria. Le due mani sono esperte, audaci e sapienti. E conoscono bene i
segreti più reconditi del disegno". Dacia Maraini
Alle ore 18 sara' presentato OMICIDI IN FM, romanzo giallo di Bruno Amatucci "Stanno uccidendo la lingua
italiana" è la frase ricorrente di "Omicidi in FM", prima opera thriller di Bruno Amatucci, in cui l'autore lancia un grido di allarme che
non deve restare inascoltato, tanto che - per la prima volta in un libro e con il beneplacito della Zanichelli - sono presenti pagine del
vocabolario della lingua italiana. Il romanzo è una sorta di "giallo atipico", una corsa continua, frenetica, piena di colpi di scena che
porterà un insolito trio investigativo ad arrivare al traguardo della soluzione prima che il killer completi la sua opera. "Omicidi in FM"
è soprattutto un libro dedicato alla difesa della lingua italiana che permette al lettore di avvicinarsi alla risoluzione del caso cercando
anche le soluzioni dei quesiti di logica laterale e degli indizi per capire chi si nasconde dietro il serial killer chiamato "il postino".
Bruno Amatucci nasce e vive da sempre a Roma. Ha quattro figli e arriva
al giornalismo dopo disparate esperienze in vari settori: marketing, sistemi informativi, psicologia e altri. Il suo primo libro "L'Italia
nello spazio prima e dopo Sirio" è stata finalista al Premio Viareggio, mentre il secondo "Pronto, pronto che ha fatto l'Italia?" vince
il Mercurio d'Oro a Città del Messico. Successivamente si dedica ai libri a fumetti su argomenti sociali, coadiuvato dalle matite di Moreno
Chiacchera. Scrive di codice della strada, giubileo, pensioni, cinema, storia del volo, calcio, basket e del trapianto di midollo osseo e le
sue opere vengono allegate a numerosi giornali e periodici, quali Il Corriere della Sera, Il Tempo, Il Messaggero, La Gazzetta dello Sport,
Il Corriere dello Sport, Tuttosport, Oggi, Il Mondo, L'Espresso. Realizza, per il 75 anni delle Società per le Autostrade Meridionali, il
volume da titolo "Buon compleanno SAM" e, recentemente, "Lavorare Sicuri" e "La Costituzione: 60 Anni di Libertà", che è stato presentato
al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. bruno amatucci su Radio Centro Suono 101,50MHz >>>
Davide QUERIN 9 gennaio 2010
Davide Querin, nato a Roma nel 1962, ha iniziato a dipingere da bambino, sotto l'ascendente di sua madre,
pittrice anche lei. Il sostegno della famiglia ed un percorso creativo, seguito nell'ambito della comunicazione visiva, hanno contribuito alla
sua formazione di illustratore e di pittore. Ha frequentato l'ISIA di Urbino, Istituto Superiore Industrie Artistiche, e nel 1986 si è
laureato col massimo dei voti presentando la tesi di illustrazione su "Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov. Per molti anni ha svolto
l'attività di illustratore e di grafico pubblicitario. Oggi Davide Querin, pittore, illustratore, grafico e web designer, che vive e opera a
Roma, si occupa di pittura a olio, illustrazione, grafica, ed anche di web design presso InterSailing Srl per clienti come Rai Trade, British
Airways, Anci servizi, World Food Programme. Inoltre espone ed ha esposto i propri quadri a olio in diverse mostre a Roma e presso InQuadro,
galleria d'arte contemporanea di Roma.
Alessandro MARZIANO 5 dicembre 2009
Alessandro Marziano e' nato a Catanzaro il 13 Luglio 1977. Ha cominciato a dipingere fin da bambino
crescendo nello studio del padre pittore: col tempo il gioco si è trasformato in vera passione con l’iscrizione al Liceo Artistico di
Catanzaro dove si è diplomato nel 1994. Dal 1992 ha frequentato una scuola di Teatro dove, accanto ai corsi di recitazione e regia, ha
iniziato ad amare la scenografia: dal 1995 in poi ha firmato numerose scenografie per molti spettacoli in varie parti d’Italia, vincendo,
nel 2000, il premio per il miglior allestimento al festival teatrale di Terracina. Vive e lavora a Roma. Il percorso pittorico di Alessandro
Marziano, parte dallo studio di suo padre, pittore, dove ha iniziato a dipingere fin da bambino, rimanendo per ore a guardarlo lavorare.
Negli stessi anni della sua infanzia nasce il grande amore per le opere di Ferroni e Vespignani, dai quali ha appreso l’amore per la grafica e
la cura dei particolari. Sempre legato alla poesia dei gesti, delle espressioni e del realismo, a volte esasperato, è sempre alla ricerca
della tecnica che si presti meglio a esprimere le proprie sensazioni, passando dal pastello all’olio, dalle grafiti all’acquerello, a volte
mischiandole tutte insieme.
La formazione di Manuela Galati ha inizio con gli studi presso il Primo Liceo Artistico di Via Ripetta dove acquisisce le tecniche base
del disegno, della pittura, dell’architettura, della prospettiva e del modellato e dove accresce il suo interesse nei confronti di tutte le
espressioni artistiche. Il suo percorso continua attraverso lo studio del restauro e della doratura del mobile antico, cammino che la porterà
alla formazione diretta sul campo in vari cantieri per l’Italia e all’apertura di una propria bottega di restauro. Ma la passione per la
pittura prevale e nel 2003/04 si iscrive presso l’ Accademia di Belle Arti di Roma frequentando il corso di Decorazione: quattro anni intensi
di creazione e scambi che l’hanno portata ad esporre le sue opere in grandi manifestazioni artistiche come Il Premio Nazionale delle Arti a
Bologna e La fiera del Levante di Bari, vetrina per i più grandi artisti storici e contemporanei.
La sua pittura prende spunto dagli insegnamenti dei Grandi artisti del passato come Kandinskij, Klee, Boille, Haring e, con la consapevolezza
di tutto ciò che la storia dell’arte ha prodotto studia la sensibilità cromatica, la percezione del colore e della luce giocando con il
monocromo in un accostamento tra lucido e opaco. Le sue opere sono tattilità cromatica e contrasti luminosi ed è realizzata con colori
acrilici e smalti acrilici stesi a colatura, macchie che sulla tela -di solito quadrata e di dimensioni 100x100cm- si trasformano in animali
fantastici. Manuela Galati racconta le sue esperienze e le sue emozioni trasformandole in un brodo primordiale composto da forme biomorfe che, come
in un puzzle scomposto, lasciano sentire il loro essere unite, intimamente unite. Come la forza di repulsione che si crea tra due calamite,
così le forme sono legate da una forza che le avvicina ma che non le permette mai di toccarsi. Microrganismi, memorie di un vissuto di migliaia
di anni fa. Un mondo inventato in cui tutto è armonico, tutto si rivela e si ri-scopre in un plot di incastri perfetti. L’armonia, semplice,
pulita, piena. Obiettivo primario del suo lavoro è creare un contatto empatico con il fruitore e questa magia, questa fusione si percepisce nel
momento in cui la sua mano, incuriosita dalla matericità delle opere, si lascia sedurre e attraversare dall’energia della tela. Ed è solo in
quel momento, in quell’incontro tattile, intimo e sensibile che la tela prenderà vita e potrà finalmente essere compresa.
y e s young exhibition saturday
Sarà bello incontrarci in galleria, nella
galleria d’arte contemporanea InQuadro, a Roma in via Alberto Ascari 255, con i giovani artisti che collaborano con la galleria InQuadro.
L’appuntamento da non perdere è per il primo sabato del mese. L’ artista sarà presente in galleria per incontrare il pubblico, parlare della
sua arte e con la sua arte, esprimendosi anche in perfomance dal vivo. L’incontro sarà stimolante per entrambi, artista e pubblico, abbattendo
così quella distanza formale che spesso si crea durante i vernissage e sarà bello poter, con spontaneità, avvicinarsi all’universo artistico del
protagonista, anche quando sarà al lavoro. Tutte le informazioni, le immagini, i filmati degli incontri saranno visibili in questa sezione del
sito internet www.inquadro.it InQuadro ringrazia tutti gli artisti ed il pubblico che avrà il piacere di partecipare all’iniziativa, a partire
da sabato 7 novembre 2009, ogni primo sabato del mese ...sarà bello incontrarci!
CALENDARIO ARTISTI
Manuela Galati sabato 7 novembre 2009
Alessandro Marziano sabato 5 dicembre 2009
Davide Querin sabato 9 gennaio 2010
Michelino Iorizzo sabato 6 febbraio 2010
Federica Martellini sabato 6 marzo 2010
Mauro Molle sabato 10 aprile 2010
Hyun Sook Lee sabato 8 maggio 2010
Mostra collettiva "finissage" dal 5 al 19 giugno 2010