Gallerie d'arte Roma

 

Cornici artigianali Roma

 

Galleria d'arte Roma


ingrandisci       PROVA D'AUTORE  Tommaso CASCELLA
  • Inaugurazione :
    venerdi 13 maggio 2011, ore 18,30

  • Durata mostra:
    fino martedi 31 maggio 2011

  • Indirizzo:
    Roma - Via Alberto ASCARI, 255 (zona EUR-Tintoretto)

  • Orario:
    no stop 9,30 - 20,00

  • Info:
    06 5193433 - info@inquadro.it

  • web:
    www.inquadro.it

PROVA D'AUTORE e' la mostra che raccoglie le opere d'arte grafica di Tommaso Cascella. L'attivita' incisoria, dell'acquaforte e della serigrafia, che accompagna da sempre Tommaso Cascella, deriva dalla tradizione dei Cascella e ci riporta alla memoria il nonno Basilio che, oltre ad essere pittore, aveva uno stabilimento litografico. L'arte nasce dall'arte, ma non come frutto di copia o imitazione: l'arte di Tommaso Cascella e' una dichiarazione di amore per chi ha fatto arte mosso dalla stessa atmosfera, luce ed energia. Le opere, colorate come bandiere in battaglia sono lontane dai notturni di Scipione, ma i rossi lampeggianti le uniscono. Certi color terra, mastice, rosa stinto sono vicini all'amato Mafai.


tommaso cascella
Tommaso Cascella nasce a Roma nel 1951. La sua prima mostra personale e' allestita alla Galleria di Luigi De Ambrogi a Milano nel 1985. Viaggia in India, allestisce la sua prima mostra di scultura a Roma, e partecipa alla XXi biennale di Gubbio. Nel 1995 Tommaso Cascella viene nominato "accademico per la scultura" all'Accademia di S.Luca, e una sua opera in bronzo viene collocata nel quartiere Tachikawa City di Tokio.
Alla XII Quadriennale di Roma e' presente con la scultura "Cielo", e al Kaohsiung Museum of Fine Arts di Taiwan con una selezione di opere grafiche. Nel periodo dal 1997 al 2003 Tommaso Cascella e' protagonista di tre mostre retrospettive: a Ischia, al Palazzo dei Priori di Certaldo, e al Palazzo Orsini di Bomarzo. Negli anni successivi si susseguono numerosissime esposizioni personali in molte regioni d'Italia, in particolare si ricorda la mostra "Il linguaggio dell'Iride", ed all'estero, Svizzera, Germania, Slovaccia, Giappone. Nel 2008 ha esposto a Pechino e Qingdao nelle manifestazioni ufficiali promosse dal Comitato Olimpico di Pechino all'interno di Olympic Fine Arts.
Le opere di Tommaso Cascella sono conservate nei Musei: MACRO, Roma; Galleria Civica di Modena, Modena; Pinacoteca Comunale, Ravenna; Museo d'Arte di Salò, Brescia; Galleria Civica di Cento, Cento (Fe); Museo della Xilografia, Carpi (Mo); Il Museo e la Città, Potenza; Civica Collezione di Scultura Tachikawa City, Tokyo; Kaohsiung Museum of Fine Arts, Taiwan; National Museum of Slovenia, Ljubljana; Danubiana Meulensteen Art Museum, Bratislava, Collezione Unicredit, Roma.


OPERE
tommaso cascella


tommaso cascella tommaso cascella tommaso cascella


tommaso cascella tommaso cascella tommaso cascella


...scrivere del proprio lavoro e' come confessarsi dal prete: si dice quasi tutto e ci si assolve. L'indicibile, il segreto, questo e' impossibile da mettere a fuoco, il vero e' incoffessabile, e' rimosso, scivola via. Sto parlando del perche' dipingo e di quello che il mio lavoro rappresenta. Posso caricarlo di significati, posso renderlo "leggibile" con parole appropriate e poetiche, ma rimane sempre inspiegabile quell'imprendibile attimo in cui ci si domanda del perche' di questo o di quel segno, colore, pausa, graffio.
Mi chiedo perche' dipingo in questo modo?
E, in tutta onesta', non ho una risposta che possa illuminare lo spettatore. Penso alla mia grafia, e forse, piu' che un critico, ci vorrebbe un grafologo, un perito di tribunale che analizzi i tremori, le ripetizioni, le incertezze, che filtri il mio lavoro e possa mettere in evidenza il vero dall'artificioso, l'emozione dalla sicurezza del mestiere, che possa classificare i segni tra primari e vecchi, tra spigolosi e tondi.
Il prossimo catalogo sara' presentato dal Prof. Tal dei tali che ci spieghera' lo stato d'animo dell'autore dell'opera, il suo grado di calma o nervosismo, la sua verita' o falsita'. Ma naturalmente questo e' solo un aspetto della lettura di un quadro, non abbiamo affrontato nulla del suo significato ma solo intorno allo stato emozionale dell'autore.
Ecco che si ripropone la "confessione" che dovrei rendere qui, e dichiarare, una volta per tutte, cosa significano questi miei lavori.
Ma la verita', come dicevo prima, mi scivola via, non l'afferro, non la percepisco se non in termini didascalici, dando un "significato" a questo o quel segno, un valore simbolico al colore, un segno musicale alla stesura, alle pause e contrappunti. Sto parlando con il vocabolario dei musicisti, e cosa c'è di più astratto e "insignificante" della musica? Credo proprio che dopo il grafologo sarà un musicista a scrivere del mio lavoro.
Una cosa mi prende sempre nella pittura e nella scultura: lo spazio. Il quadro si fa teatro, paesaggio. Le pause tra un segno e l'altro sono animate dal colore, da una pausa dove l'occhio scorre via come quello di un uccello. Penso che un regista di cinema ci si trovi bene in questi spazi, in questi fotogrammi di una ripresa infinita dove la pittura prosegue fuori dal quadro/fotogramma, dove la visione è quella d'un unico territorio dove scorrono stagioni e storie, dove i segni sono personaggi di un teatro antico.
Penso che dopo il grafologo ed il musicista, anche il cineasta possa aiutare alla lettura dell'opera.
Parlando di spazio, di pause, di piani, paesaggio, scultura, credo che l'architettura (mia vecchia passione) possa dare un contributo decisivo per definire il tutto. Quindi la lista dei personaggi si allunga.
Ma forse, alla fine, vorrei proprio un prete per confessarmi. E' lui il personaggio chiave ma che probabilmente non comprenderebbe nulla delle mie parole e le ricondurrebbe nel solco di un'etica a lui familiare, ridurrebbe i miei pensieri nei recinti di una storia scritta dai saggi antichi distillando il bene dal male. Metterebbe paletti e confini e deciderebbe infine nel nome di Dio.
Ma il testo critico del prete non l'avrete mai perche' e' legato al segreto della confessione. L'unico professionista che potrebbe illuminarvi porterà il segreto con se'.
Un fardello leggero per lui perche' comunque non avrà compreso nulla dei miei balbettamenti, dei miei graffi, scarabbocchi, urli, lacerazioni, trasparenze, velature, musica, architettura, scultura, sesso, amore, pianti, risate, ironia, in altre parole, della mia vita.
Ed e' proprio questo il senso del lavoro: io non rappresento nulla, accolgo sulla tela la vita e le mie mani raccontano cose che non so, verita' che rimangono oscure ed indicibili se non con balbettii, segni, colori, graffi, simboli, amore.
Tommaso Cascella

ufficio stampa InQuadro