• 15 è un gruppo di persone che si riconosce nell’obiettivo di approfondire la conoscenza e sviluppare la promozione dell’arte contemporanea,
della letteratura, della poesia e della cultura.
• Non ha scopi di lucro, politici e di mera aggregazione sociale. È guidato da criteri
estetici e di significazione dei linguaggi come capacità di interpretare l’essere contemporaneo.
• Forte dell’esperienza artigiana di
Inquadro e della pazienza e dedizione di chi lo gestisce, 15 ricerca la qualità dell’arte attraverso il confronto e la scelta tra le diverse
esperienze artistiche.
• 15 promuove iniziative culturali per coinvolgere, presentare e valorizzare giovani artisti selezionati, attraverso
una molteplicità di eventi (mostre, presentazioni di libri, letture, dibattiti, ecc) nell’ottica di creare nessi tra i diversi ambiti artistici.
Sono utilizzati, tra gli altri, i locali di Inquadro nei limiti e nelle disponibilità dell’esercizio professionale senza interferire con le
sue attività.
• Riconosce l’importanza dei mezzi tecnologici come validi e imprescindibili strumenti di comunicazione e promozione artistica
(sito internet e email).
• 15 si propone di sviluppare le potenzialità del quartiere di Roma 70 creando una rete di persone nel territorio
che condividano l’amore per l’arte e la cultura. Riconosce come imprescindibile l’aiuto e l’incoraggiamento di tutte le persone che, a vario
titolo coinvolti con l’attività professionale di Inquadro nei 15 anni di attività a Roma 70 (clienti, artisti, amici), hanno dato valore
all’esistenza di 15.
• 15 nasce grazie all’esperienza professionale e all’impegno di Giuseppe Leonetti e della sua bottega artigiana
Inquadro, nell’anniversario dei 15 anni di presenza a Roma 70. Senza l’impegno e la costanza di Giuseppe 15 non potrebbe esistere.
Luca Benassi, Giuseppe Leonetti, Davide Querin, Elena Ribet
Fantasia e sogno nelle opere di Davide QUERIN, struggimento interiore nelle opere di Luca PALAZZI
testo critico di Eolo Costi
"L’ispirazione motrice che impegna i pittori Luca Palazzi e Davide Querin è essenzialmente mirata a organizzare la loro sensibile vena creativa attraverso una visione
artistica di non trascurabile interesse culturale. Due artisti che pur ispirandosi a impulsi diversi si muovono, nella loro ricerca, nell’ambito
di una dialettica di ordine figurativo. Così il racconto di Luca Palazzi si innesta nel filone espressionista avvalendosi, ovviamente, delle
emozioni che i suoi ritratti, venati di intensa inquietudine, suggeriscono alla sua inventiva. Un’essenzialità, dunque, volta innanzitutto
all’interpretazione del pigmento e avvalorata da uno stile lucido e da un sentimento di sofferenza e di angoscia. Nei dipinti di Querin, invece,
l’impostazione tematica richiama un clima oscillante fra il surreale e la trasformazione fantastica delle forme, le quali vengono articolate da
un colore suadente e variamente orchestrato in armoniose modulazioni tese a creare delicate atmosfere. Esaminando l’opera di Luca Palazzi
possiamo affermare che egli attinge la sua visione pittorica a una profonda conoscenza del disegno e del colore, e nella quale si rileva un
interiore ansito di struggente poesia che lo porta ad espressioni di assoluta modernità. Pittore estremamente impegnato, sa infondere nelle
larghe forme costruite l’energia e la vivacità del suo temperamento, ricorrendo soprattutto a rapidi tocchi che sanno bloccare la personalità
di un volto o la violenza di un gesto in compimento. Sicuramente Palazzi si sente attratto dal soggetto umano in quanto dotato delle particolari
e molteplici espressioni che balzano impetuose dall’animo. Va detto che tali sommovimenti egli sa portare in superficie con vigorosa partecipazione
drammatica.

E’ evidente che questa figurazione prende forma da un attento studio di riflessive esperienze pittoriche cui l’artista aggiunge
freschezza coloristica e immediatezza esecutiva, cosicché la realtà appare più sentita e più autentica. Si può dunque concludere che il Palazzi,
nelle sue opere, approfondisce una indagine che riguarda il carattere esistenziale ed umano dell’uomo, fissato in alcuni atteggiamenti di trasparente
malinconia; mentre una tavolozza differenziata e ben intonata e la capacità di cogliere il gioco delle luci e le note di colore con rapidità e
spontaneità di impressione, mi paiono fra le doti maggiori di questo pittore.
All’opposto, la pittura di Davide Querin è un sogno che si concretizza in senso prospettico e architettonico nella felice unione del reale e del
meraviglioso. Nei suoi dipinti la realizzazione delle linee e l’incanto dei colori ci fa dimenticare l’aspetto veristico per portarci al di là
del soggetto stesso dell’opera. I suoi leitmotiv sono analizzati con intelligenza sottile, nutrita di cultura, ma anche con una trepida finezza
pittorica. Le sue composizioni sono limpide e nitide ed esibiscono una coerenza formale innervata di una fantasia trasfiguratrice coscientemente
filtrata sul dato oggettivo. Infatti il pittore è arrivato ad un pacato rapporto tonale e coloristico e ad un poetico linguaggio evocativo proprio
perché il motivo ci appare ripreso nella sua incantevole immaginazione. Il suo discorso pittorico si caratterizza per immagini allegoriche
stilizzate mediante una spinta emozionale che lo spinge a tradurre in colore i suoi stati d’animo e le sue sensazioni. E’ un pittore che sa far
vivere la magia di trasognate raffigurazioni, pur restando sempre rigorosamente legato, con colori sobri e controllati, a una aderenza formale,
fatta di equilibrio e di razionalità. La pittura di Davide Querin si pone come una festa serena, che ci attende al termine delle nostre ore stremanti".
Fantasia e sogno nelle opere di Davide QUERIN dal 5 al 13 maggio 2006