La pulitura di un dipinto rappresenta la prima delle fasi di un intervento di restauro
e fra queste e' senza dubbio una delle più delicate: un'errata pulitura può provocare danni irreversibili.
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Durante la fase di pulitura
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D'altra parte, incorrere in un errore è facile, basta utilizzare un prodotto per pulitura non idoneo o una
miscela di più solventi non adeguatamente proporzionati nelle loro parti che si vedrà dissolvere, senza
rendersene conto, non solo lo sporco superficiale e le vernici invecchiate e alterate, ma anche la sua patina
o, peggio ancora, i colori originali del quadro con le sue delicate velature di colore stese dal pittore.
A questo punto il danno e' fatto, il dipinto, ormai rovinato, perde parte del suo valore.
Si sconsiglia di pulire il dipinto con la cipolla, la patata o il detersivo per il bagno: anche se in apparenza
può dare la sensazione di un intervento ben riuscito, in realtà si danneggia il dipinto.
La cipolla e la patata vanno evitate perchè lasciano sul film pittorico dei residui organici che vengono
attaccati da microrganismi (come le muffe); inoltre le sostanze presenti nella cipolla aggrediscono la vernice
superficiale del dipinto, durante l'azione di pulitura.
Ancora meno bisogna pensare di poter pulire il dipinto col detersivo del bagno: rimuove sicuramente lo sporco,
dal momento che riesce ad eliminare il calcare dai sanitari, ma si porta via anche il colore; senza contare che
anche in questo caso residui di detersivo rimangono sulla superficie pittorica o peggio all'interno del dipinto
stesso, continuando nel tempo ad agire ed interagire con l'opera d'arte, creando un danno ancora maggiore.
Non ha importanza il fatto che il detersivo sia passato solo con un batuffolo di cotone piuttosto che con la
spugnetta, poiché la quantità di sostanza rimossa da un batuffolo può essere quasi impercettibile, ma l'effetto
cumulativo di tutti gli sfregamenti sul colore, sarà deleterio.
La stessa avvertenza vale anche per tutti i tipi di solventi di cui non si e' in grado di controllarne l'azione,
sia sulla superficie pittorica che nel substrato.
E' errato presumere che con un restauro l'opera antica possa apparire come nuova: essa non deve e non può
tornare allo stato originale, perchè ogni colore col tempo invecchia e si altera in modo naturale.
E' proprio questo trascorrere del tempo sull'opera d'arte che contribuisce alla formazione, sulla pellicola
pittorica, di quella inconfondibile ed inimitabile patina che impreziosisce il dipinto. Il colore originale
di un dipinto del 1600, pulito correttamente, e' diverso dall'identico colore realizzato con le stesse sostanze,
in uguali proporzioni, prodotto ai giorni nostri.
Prima di cominciare l'operazione di pulitura si analizza lo stato di degrado dell'opera sia alla luce naturale
che avvalendosi della lampada di Wood (luce viola), in quanto questa particolare fonte luminosa fa risaltare
immediatamente i ritocchi pittorici eseguiti dopo l'ultimazione del dipinto: esse appariranno più scuri della
rimanente superficie pittorica. Sul quadro si possono eseguire una serie di test chimici per identificare
i colori ed i materiali che compongono il dipinto e risalire, quindi, all'età dello stesso, facilitando così
la scelta del solvente da utilizzare. E' importante sottolineare che procedere per gradi, durante la fase di
pulitura, e' di fondamentale importanza, riuscendo a tenere sotto controllo la resistenza della pellicola
pittorica ad un determinato tipo di solvente, avvicinandosi al risultato ottimale, tenendo presente che ogni
punto di uno stesso quadro e' diverso da ogni altro. Il solvente da utilizzare su determinati colori può
essere troppo aggressivo su altri. E' necessario effettuare una serie di prove in punti marginali del quadro,
prima con solventi più blandi e a bassa ritenzione e via via con quelli più forti, perchè maggiore e' la
ritenzione del solvente e più tempo questo permarrà nel pigmento dell'opera continuando a reagire, anche una
volta terminato l'intervento. Tra i prodotti più comunemente utilizzati per la pulitura non si può non citare
l'ammoniaca, più o meno diluita in acqua, la
mista di acqua ragia ed alcol, sia fredda che calda, e
l'essenza di trementina: essi sono di sovente utilizzati come primo solvente con cui procedere ad una pulitura
anche se non rappresentano la soluzione ideale, in quanto queste sostanze hanno una ritenzione piuttosto alta
che si protrae anche per alcuni giorni. Aggiungiamo la difficoltà di controllo dell'azione dell'ammoniaca sul
dipinto e, solitamente, la tendenza di questa sostanza a rendere il film pittorico così delicato che qualunque
tipo di solvente utilizzato in seguito, anche se più blando, tenderà a sciogliere il colore. Bisognerà accettare
l'ipotesi di lasciare il dipinto ingiallito, piuttosto che creare danni irreparabili; una pulitura moderata e'
sempre perfezionabile, ad una
spatinatura non ci sarà più rimedio.