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    Le Cornici cornici   specchiere   creazioni

  Un quadro suggestiona chi lo osserva quando determina l’illusione di uno spazio; in sintesi questa è la funzione della cornice. Non solo delimitare la tela o il foglio di carta, ma racchiudere lo spazio rappresentato dal quadro;

Alcune realizzazioni

questa determinazione dello spazio è molto ridotta quando manca la cornice. Si avverte così maggiormente la vera funzione della cornice proprio quando questa è assente. La cornice, con la doppia funzione di limite verso l’esterno e verso l’interno del dipinto, di difesa in un senso e di sintesi unificante in un altro, era stata usata, seppur come bordura dipinta, già nell’antico Egitto, a Roma, in Grecia e nell’arte carolingia per i mosaici e gli affreschi. Già allora si evidenziò la necessità di definire uno spazio in modo ben delimitato. Una parete intonacata e vuota non dice nulla, la sua forma appare casuale. Il suo aspetto cambia non appena vi si traccia un contorno in scala minore. Il nostro occhio preferisce vedere limiti ben definiti di una superficie, e quindi il formato non apparirà casuale, ma necessario. In origine la cornice non visse una vita propria, ma legata al quadro stesso che racchiudeva, in quanto la superficie da dipingere veniva ricavata ribassando la parte interna di una tavola, così da lasciarne il perimetro rialzato di qualche centimetro. Questo perimetro-cornice serviva anche da appoggio al pittore per dipingere senza rovinare la pittura stessa e da protezione dell’opera ultimata. Una volta ultimata l’opera il perimetro-cornice poteva essere dorato, decorato con incisioni, bulinature o tempera. Con l’introduzione di pannelli dipinti nel tardo medioevo, la cornice assume il ruolo di arte a sé stante. Legata al culto nell’Europa del XIII secolo, è parte integrante dell’arredo liturgico delle chiese. Nel 1423 Gentile da Fabriano, introducendo una cornice completamente indipendente e autoportante per la pala dell’Adorazione dei Magi, compie un passo determinante sulla via di una concezione della cornice come contenitore indipendente dal dipinto e non indivisibile da esso. Tra il XV e XVI secolo le cornici a edicola, subiscono una sorta di evoluzione: si semplificano gli elementi architettonici, le colonne spariscono e i quattro lati tendono a somigliarsi, creando una cornice molto lineare, con la forma base costituita dai profili esterno e interno rialzati rispetto alla fascia piatta. Nasce così quella che verrà chiamata comunemente cornice a cassetta. La facilità di esecuzione e le molteplici possibilità di decorazione di questa cornice ne favorirono la diffusione in tutta la penisola, fino al XVIII secolo. Nella seconda metà del XVI secolo nel Veneto ebbe grande successo la cornice Sansovino che prese nome dall’architetto e scultore di origine fiorentina Jacopo Sansovino, trasferitosi a Venezia nel 1527, dopo il sacco di Roma. Questo modello di cornice, dalle forme forti, in contrasto con le precedenti, prese ispirazione dalle incorniciature in legno o in stucco dei soffitti del Palazzo dei Dogi e delle chiese di Venezia. Le peculiarità della cornice Sansovino sono le robuste volute ed i nastri che si evolvono verso il centro e verso i bordi. Tra il XVII e XVIII secolo s’impose come modello la Salvator Rosa o Maratta, ancora oggi tra le sagome più conosciute ed apprezzate, la quale deve il nome al pittore napoletano Salvator Rosa il quale realizzava di persona l’ornamento di ogni sua pittura. Il profilo si configura come un alternarsi di gole e gole rovesce, spesso arricchite da uno o più ordini d’intaglio con motivi di ovoli, nastri o fogliami. Le zone di maggior diffusione furono il Lazio e la Campania. La produzione laziale si distingue per intagli eleganti e definiti con dorature molto brillanti, mentre nel napoletano la finitura veniva realizzata con argento alla mecca o mistura.

Dal 1991, nella sede di via Alberto Ascari, InQuadro produce in modo artigianale cornici in una gamma molto ampia di stili, dal contemporaneo al classico: la ricerca dei materiali, delle sagome più attuali e l’accurata lavorazione artigianale hanno da sempre caratterizzato il prodotto proposto dal laboratorio InQuadro.
La nostra produzione è sostanzialmente di due tipi:

Produzione su larga scala.
Per la produzione di cornici su larga scala si utilizzano aste di legno per cornici già pronte nella finitura. In questi casi non si può certo parlare di prodotto artigianale nella sua accezione completa, bensì di cornici semi-artigianali essendo impiegata materia prima realizzata industrialmente. Questo prodotto ha il vantaggio del prezzo contenuto e della rapidità di realizzazione.

Produzione atigianale.
La cornice artigianale si distingue da quella prodotta su larga scala per la possibilità di personalizzare la finitura della cornice stessa, seguendo anche le indicazioni e le richieste del cliente, allo scopo di valorizzare al meglio il soggetto incorniciato.
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