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| Mauro Molle nel suo studio |
Mauro Molle nasce nel 1977 a Roma, città in cui vive e lavora. Nel 2001 si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con 110 e lode
tesi in Anatomia Artistica su “L’evoluzione e la deformazione della figura umana”.
UN FOTOGRAMMA INQUIETO di Ennio Calabria Molle è un giovane artista la cui sensibilità frequenta i
percorsi mentali della sua generazione. Ma il suo intuito lo colloca oltre il puro atto di registrazione dei fenomeni e dei loro effetti, quindi
oltre quel limite che gran parte dell’attuale arte subisce. Molle quindi vive un processo di elaborazione dei dati della realtà, ma lo fa dal dentro
della sua naturale appartenenza anagrafica ed emotiva ad una giovane generazione senza memoria. Ed è proprio in questo contesto, che l’insorgere
inquieto di una sorta di inconsapevole memoria in Molle, rende così autentica la sua ricerca, tra sperimentazioni visive spesso obsolete, perché non
mosse da necessità interiori. Così anche quelle che nella pittura di Molle, potrebbero sembrare citazioni, in realtà sono rincontri, dopo
l’azzeramento che le giovani generazioni vivono.
L’elemento interessante della pittura di Molle è appunto l’essere collocato per via
generazionale, entro i processi lineari del pensiero, oggi diffusi, e nel contempo usare le stesse modalità che tale condizione offre, per superare
quel processo abbecedario della mente, che proprio la linearità del tempo porta coerentemente con sé. Nella pellicola del racconto visivo della sua
generazione, Molle è un fotogramma irrequieto, che dall’interno cerca di sottrarsi allo svolgersi coerentemente lineare della pellicola. Le piccole
nevrosi, gli aciduli isterismi del desiderio inappagato, i piccoli sogni paradossali, i lapsus, le piccole défaillances della gioia, stimolano in Mauro
Molle l’invenzione di accadimenti sintattici, di invisibili linee energetiche, che disegnano geometrie che impediscono il flusso coerente del tempo
della narrazione, lo sospendono e lo ricreano, questa volta attorno alla follia dei piccoli gridi nel quotidiano malato.